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Salvador Dalí (1904-1989), noto per la sua assoluta flamboyance dai primi anni fino agli ultimi anni del XX secolo, è diventato un artista del movimento surrealista dipingendo le sue rivelazioni ed illusioni in un modo che non era mai stata conosciuto. Il suo comportamento eccentrico e la sua audacia lo resero noto a livello mondiale, e il suo lavoro avrebbe ispirato, in seguito, innumerevoli altri artisti che hanno seguito il suo esempio. In tutta la sua vita coltiva eccentricità ed esibizionismo (uno dei suoi gesti più famosi fu quello di arrivare vestito con una muta all’apertura della mostra surrealista di Londra nel 1936), sostenendo che queste sono le fonti della sua energia creativa. Egli assume la teoria di automatismo surrealista, ma la trasforma più positivamente in un metodo che egli chiama "paranoico-critico". Secondo questa teoria si dovrebbe coltivare un'autentica delusione come se affetti da paranoia, pur rimanendo consapevoli che in un angolo della mente il controllo della ragione e della volontà è stato deliberatamente sospeso. Egli sostiene che questo metodo dovrebbe essere utilizzato non solo nella creazione artistica e poetica, ma anche nelle vicende della vita quotidiana. I suoi dipinti dimostrano una meticolosa tecnica accademica che è stata contraddetta dallo spazio del “sogno” irreale che egli rappresenta e dagli strani personaggi allucinati del suo immaginario. Dalí descrive i suoi quadri come "fotografie da sogno dipinte a mano" ed essi riproducono spesso alcune immagini preferite del pittore e quindi ricorrenti, come la figura umana con cassetti aperti a metà che sporgono dal corpo, giraffe che bruciano, orologi deformati come se fossero fatti di cera che fonde (La Persistenza della Memoria, MOMA, New York, 1931). ![]() Nel 1939, il leader surrealista André Breton conia il soprannome dispregiativo di "Avida Dollars", un anagramma di Salvador Dalí, che può essere tradotto come "desideroso di dollari". Il soprannome derisorio fa riferimento alla crescente commercializzazione delle opere di Dalí, e al fatto che Dalì cerca attraverso fama e fortuna la sua crescita personale. Da quel momento in poi alcuni artisti surrealisti iniziano a parlare di Dalí al passato, come se fosse morto. Nel 1940, l’artista si trasferisce negli Stati Uniti dove rimane fino al 1955. Durante questo periodo si dedica per la maggior parte del tempo a farsi auto-pubblicità; i suoi quadri narrano spesso di temi religiosi (La Crocifissione di San Giovanni della Croce, Galleria d'Arte di Glasgow, 1951), anche se s’incentra continuamente su soggetti sessuali e immagini di sua moglie Gala. Nel 1955, fa ritorno in Spagna.
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2009 |
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